|
Un’informale “Conversazione sull’Italia che vuole cambiare” tra l’On. Pier Ferdinando Casini e Bruno Vespa ha aperto ieri la tre giorni di Nielsen.
A partire dal tema portante della manifestazione l’On. Casini, per la prima volta ospite dell’evento, apre il proprio intervento sottolineando la necessità di intraprendere un cambiamento coraggioso anche in politica, caratterizzata oggi da anomalie che paralizzano lo sviluppo del Paese.
Milano, 18 maggio 2007
Si è aperta ieri con un palco di grande prestigio la ventitreesima edizione de L’Incontro di Nielsen, il tradizionale appuntamento che ogni anno ospita oltre 500 fra le principali aziende dei settori consumi, distribuzione, servizi, nuove tecnologie, media insieme ad analisti economici e a personaggi di alto livello del mondo istituzionale nazionale.
Nella splendida cornice del Forte Resort Village di Santa Maria di Pula (CA), Stefano Galli, Direttore Marketing di ACNielsen Italia, ha così presentato i temi de L’Incontro 2007: “Branding the future - marcare il futuro – è la strada da intraprendere per gettare le basi, perché anticipare è meglio che reagire, determina meno rischi e produce più benefici. Solo con una collaborazione proficua tra Industria e Distribuzione si può ottenere migliori risultati e una filiera più efficiente”.
“Nel futuro delle aziende – prosegue Galli – le strategie di marketing saranno sempre più orientate verso il concetto di Equity poiché i consumatori oggi sono più informati, più sensibili ai temi sociali e dell’ambiente. La Marca dovrà tener conto di elementi fondamentali come lo sviluppo sostenibile, le condizioni di lavoro, la responsabilità sociale, fattori che possono diventare opportunità per una crescita delle imprese e, in generale, per stimolare una dimensione positiva della competitività”.
Il cambiamento come chiave di volta positiva per un reale sviluppo del Paese è anche stato il cuore dell’intervento dell’On. Pier Ferdinando Casini, che intervisto da Bruno Vespa, ha illustrato il suo personale punto di vista sulle anomalie che oggi bloccano l’Italia.
Sollecitato da una domanda di Bruno Vespa, che ha avviato la Conversazione citando un recente sondaggio sul gradimento del Governo Prodi da parte degli Italiani, Casini non si sottrae alla polemica – non lo farà nemmeno nei confronti del Governo precedente - ma preferisce rispondere evidenziando uno dei fattori che più frenano il cambiamento in ambito politico: il blocco generazionale della classe dirigente.
“Ho 51 anni e dicono che sono giovane ma, se operassi nel mondo delle Imprese non mi sentirei affatto giovane, e nemmeno in politica lo sono più tanto, considerando anche che alcuni miei colleghi europei, come Blair e Aznar, alla mia età avevano già guidato i rispettivi Governi”.
Anche dalla critica al Governo in carica Casini prende lo spunto per considerazioni di sistema. “Credo che più grave della sfiducia verso il Governo di Prodi è la delusione verso la politica in generale. Siamo arrivati al limite, stiamo perdendo punti rispetto all’Europa, non siamo in grado di affrontare la globalizzazione, i consumi sono statici”.
Molti altri temi attualmente dibattuti dalla politica italiana entrano nella Conversazione con Bruno Vespa: dalla legge elettorale e al ruolo dei partiti minori, dal conflitto di interessi alle pensioni, all’occupazione e all’immigrazione, dal ruolo della Chiesa Cattolica ai diritti civili.
Il punto di vista dell’On. Casini su questi argomenti è noto a chi segue la politica. Così come la sua idea del superamento degli schemi tradizionali, incapaci di affrontare - in termini nuovi e realisticamente favorevoli ai più deboli - questioni come la sicurezza, il diritto allo studio o le liberalizzazioni.
Casini non cita a caso questi tempi poiché sono proprio quelli su cui “le divisioni non dovrebbero più essere interpretate come differenza tra destra e sinistra, ma tra processi di modernizzazione e processi conservatorismo, come le recenti elezioni presidenziali francesi hanno fatto emergere”.
Per quanto riguarda l’economia, secondo l’On. Casini, l’Italia non ha la cultura dell’apertura al mercato: “il caso Telecom dimostra che, al contrario di paesi come la Spagna, dove le persone hanno tratto vantaggio da liberalizzazioni che hanno effettivamente aperto il mercato, in Italia la politica non ha ancora la giusta attenzione verso il consumatore”. Questo tuttavia non deve scoraggiarci perché l’Italia “è un grande Paese e ha le potenzialità e le risorse per rimettersi al passo con i più grandi: l’importante è non perdere altro tempo”.
ACNielsen
ACNielsen, una società di The Nielsen Company, é l’azienda leader mondiale nelle informazioni di marketing. Fornisce misurazioni e analisi relative agli andamenti dei mercati, ai comportamenti e alle abitudini dei consumatori in più di 100 paesi.
I clienti usano le informazioni di ACNielsen per comprendere le dinamiche competitive, per esplorare nuove opportunità e per incrementare la profittabilità delle loro campagne di marketing e di vendita.
Nata nel 1963, ACNielsen in Italia è leader nel settore con oltre 500 dipendenti e circa 75 milioni di euro fatturato nel 2005.
In Italia il gruppo comprende ACNielsen Italia, ACNielsen Bases, Nielsen Media Research, Panel International e ACNielsen Store Audit. ACNielsen Store Audit, che ha iniziato ad operare ad Aprile 2002, è la società specializzata nelle informazioni di Trade Marketing
Per informazioni:
ACNielsen
Samantha Rovatti
Responsabile Relazioni Esterne
samanta.rovatti@nielsen.com
Tel. 02 45197.460
Federica Tenti
Ufficio Stampa
federica.tenti@.nielsen.com
Tel. 02 45197.763
Imageware
Giovanna Vitacca
Account Manager
gvitacca@imageware.it
Tel. 02 70025.1
Torna all'inizio
|