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Notizie    >    8 giugno 2007

Indagine globale Nielsen sul clima: i consumatori chiamano i governi all'azione

Negli ultimi sei mesi è aumentato l'interesse verso i temi del riscaldamento globale
Due consumatori su cinque a favore di soluzioni ecocompatibili e leggi restrittive sulle emissioni di CO2

Milano, 8 giugno 2007

Nell'imminenza del vertice del G8 iniziato mercoledì, incontro nel quale i cambiamenti del clima costituiscono uno dei principali punti di discussione, una ricerca pubblicata da The Nielsen Company e dall'Environmental Change Institute della Oxford University ha rivelato come l'interesse verso questo tema sia cresciuto significativamente nel corso degli ultimi sei mesi (Tavola 1), e come i consumatori di ogni parte del mondo considerino precisa responsabilità dei governi quella di intraprendere le apposite contromisure (Tavola 2).

“Una sensibilizzazione diffusa nei confronti dei cambiamenti del clima ha raggiunto un nuovo picco negli ultimi sei mesi. Politici e governi devono ascoltare la richiesta che i consumatori globali esprimono affinché venga salvato il pianeta”, ha dichiarato Patrick Dodd, Presidente di ACNielsen Europe. 

La ricerca ha rilevato come due consumatori globali online su cinque (42%) siano convinti che i governi dovrebbero limitare le emissioni di CO2 e altri inquinanti da parte delle aziende. Sempre due consumatori online su cinque affermano che i governi dovrebbero investire in attività di ricerca per trovare soluzioni ecocompatibili e capaci di far risparmiare energia. (Tavola 2)

“I leader del G8+5 devono rendersi conto che le persone sono preoccupate circa la possibilità di un futuro con un clima instabile, concordando invece in merito all'opportunità che i governi intervengano con leggi drastiche, attività di ricerca e iniziative mirate”, ha affermato il Professor Timmons Roberts, James Martin 21st Century School Visiting Professor dell'Environmental Change Institute della Oxford University e docente di sociologia presso il College of William and Mary. (Tavola 2)

Secondo la ricerca, i consumatori di tutto il mondo non ritengono di poter contribuire individualmente a risolvere i cambiamenti climatici. “Ridurre i viaggi aerei” è considerata la misura meno efficace al riguardo: a livello globale solo il 3% degli intervistati è convinto che ciò possa aiutare, per quanto la percentuale più elevata si sia registrata in Paesi come Regno Unito e Germania nei quali i media si sono recentemente occupati di questo argomento. Il turismo locale sta conoscendo un vero e proprio boom in Germania, dove i consumatori scelgono di trascorrere le vacanze “a casa”, e un trend simile si verifica anche nel Regno Unito.
“I consumatori ritengono chiaramente che sia responsabilità dei governi quella di intraprendere misure appropriate e contribuire con più decisione ai problemi del clima”, ha aggiunto Dodd.

La ricerca, la più estesa del suo genere ad essere stata condotta globalmente sul tema dei mutamenti climatici, è stata realizzata online nel mese di aprile 2007 intervistando 26.486 utenti Internet di 47* Paesi in Nordamerica, Europa, Asia/Pacifico, America Latina, Africa e Medio Oriente.
“Un tale incremento dell'attenzione del pubblico verso questi temi non si registra fin dalla fine degli anni Ottanta. Tra i fattori che hanno influenzato questa tendenza negli ultimi sei mesi vi sono stati i report dell'Intergovernmental Panel on Climate Change e di Stern Review, insieme a insoliti comportamenti climatici come le inondazioni nell'Africa meridionale e la riduzione delle nevicate sulle Alpi svizzere; inoltre un'attenzione senza precedenti dedicata dai media a questi temi ha condotto a un aumento della sensibilizzazione del pubblico”, ha commentato il Dr. Max Boykoff, James Martin 21st Century School Research Fellow dell'Environmental Change Institute.
Secondo la ricerca semestrale globale che The Nielsen Company dedica alla fiducia dei consumatori e ai temi che più li preoccupano, il riscaldamento globale è attualmente al quarto posto tra gli argomenti fonte di maggior inquietudine dopo economia, salute e lavoro.

“La preoccupazione circa il riscaldamento globale è raddoppiata a livello mondiale da ottobre 2006 (7%) ad aprile 2007 (16%), e in alcuni Paesi si sono registrati incrementi di tre o anche quattro volte. Persino negli Stati Uniti, che sei mesi fa evidenziavano la percentuale più bassa, il dato è salito dal 6% al 13%”, ha notato Dodd. (Tavola 3)

Tavola 1:

Tavola 2:
Quali sono le iniziative di maggior impatto che la società può intraprendere per affrontare i cambiamenti del clima?

  % di coloro che sono preoccupati per l'ambiente Chi dovrebbe farlo

I governi dovrebbero limitare le emissioni di CO2 e altri inquinanti da parte delle aziende

42%

Governi

Dovrebbe esserci un'importante iniziativa governativa per ricercare soluzioni scientifiche e tecnologiche come abitazioni e auto a basse emissioni, o fonti rinnovabili

41%

Governi

Dovrebbero esserci incentivi pubblici (detrazioni fiscali o finanziamenti) per le persone che seguono comportamenti rispettosi dell'ambiente

31%

Governi

Bisognerebbe riciclare i rifiuti quando possibile

31%

Individui

Dovrebbero esserci investimenti nel trasporto pubblico

22%

Governi

Dovrebbero esserci incentivi per comportamenti ecocompatibili da parte delle aziende

22%

Governi/ Aziende

Dovrebbe esserci un passaggio verso lampadine ed elettrodomestici a consumi ridotti

21%

 

I governi dovrebbero tassare chi inquina

17%

Governi

Le persone dovrebbero usare meno l'automobile

16%

Individui

Le persone dovrebbero acquistare prodotti locali quando possibile (per esempio cibi locali di stagione)

7%

Individui

I proprietari di case dovrebbero isolare termicamente le abitazioni

6%

Individui

I consumatori dovrebbero preferire supermercati e negozi sensibili al problema del clima

6%

Individui

Non so

5%

 

Le persone dovrebbero ridurre i viaggi in aereo

3%

Individui

Tavola 3:
La prima + la seconda maggiore preoccupazione nei prossimi sei mesi: riscaldamento globale -  in ottobre 06 e a
prile 07: Paesi del G8+5 e altri

Ott 06

Apr 07

incremento

Media globale

7%

16%

9%

Paesi G8

Canada

13%

31%

18%

Francia

27%

32%

5%

Germania

7%

19%

12%

Italia

3%

17%

14%

Giappone

8%

22%

14%

Russia

1%

3%

2%

Regno Unito

14%

15%

1%

USA

6%

13%

7%

Paesi "+5"

Brasile

7%

24%

17%

Cina

2%

9%

7%

India

8%

19%

11%

Messico

5%

19%

14%

Sudafrica

3%

13%

10%

Altri Paesi

Argentina

4%

14%

10%

Australia

24%

31%

7%

Austria

6%

22%

16%

Belgio

11%

28%

17%

Cile

5%

11%

6%

Rep. Ceca

2%

7%

5%

Danimarca

11%

19%

8%

Egitto

4%

Estonia

3%

5%

2%

Finlandia

14%

23%

9%

Grecia

4%

23%

19%

Hong Kong

6%

20%

14%

Ungheria

0%

7%

7%

Indonesia

6%

13%

7%

Irlanda

9%

17%

8%

Lettonia

3%

4%

1%

Lituania

2%

6%

4%

Malesia

9%

14%

5%

Paesi Bassi

9%

15%

6%

Nuova Zelanda

12%

15%

3%

Norvegia

10%

27%

17%

Filippine

3%

10%

7%

Polonia

1%

5%

4%

Portogallo

7%

11%

4%

Singapore

7%

15%

8%

Corea del Sud

2%

2%

0%

Spagna

11%

15%

4%

Svezia

11%

22%

11%

Svizzera

19%

36%

17%

Taiwan

5%

17%

12%

Thailandia

12%

18%

6%

Turchia

3%

17%

14%

UAE

5%

8%

3%

Vietnam

4%

9%

5%

I 47 mercati coperti:
Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, Ungheria, India, Indonesia, Irlanda, Italia, Giappone, Corea, Lettonia, Lituania, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Filippine, Polonia, Portogallo, Russia, Thailandia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Turchia, UAE, Regno Unito, USA e Vietnam.

The Nielsen Company

The Nielsen Company è un’azienda globale con  posizione di leadership sul mercato e con marchi riconosciuti nella marketing information (ACNielsen), media information (Nielsen Media Research),  pubblicazioni specializzate (Billboard, The Hollywood Reporter, Adweek), eventi e settore quotidiani (Scarborough Research).  Questa azienda privata è  attiva  in   oltre  100  Paesi  con   sede  a Haarlem (Olanda) e New York (USA).
Per maggiori informazioni visitare il sito www.nielsen.com

Environmental Change Institute

L'Environmental Change Institute (ECI) ricopre un ruolo chiave nelle tre principali iniziative dedicate dal governo britannico ai temi climatici: gestisce l'iniziativa UK Climate Impacts Programme; è partner del Tyndall Centre for Climate Change, ed è presente nello UK Energy Research Centre. L'ECI organizza corsi per master in Environmental Change & Management cui partecipano studenti di tutto il mondo. La Oxford University possiede oltre 150 ricercatori che si occupano di tutti gli aspetti del clima e gestiscono il più grande esperimento globale di modellazione computerizzata del clima che coinvolge 150 Paesi, www.climateprediction.net.

Contacts

Samantha Rovatti; samanta.rovatti@nielsen.com
Tel. 0245197460; Mobile 335 8478689

Melinda Butts; melinda.butts@nielsen.com
0044 (0) 796 964 0050

Dr Max Boykoff,
James Martin 21st Century School Research Fellow,
Environmental Change Institute, Oxford University.
Office tel. +44 (0) 1865 285 531
Mobile +44 (0) 7804 430 166
Maxwell.boykoff@eci.ox.ac.uk

Professor Timmons Roberts,
James Martin 21st Century School Visiting Professor,
Environmental Change Institute, Oxford University,
and Professor of Sociology, College of William and Mary, USA.
Office: +44 (0)1865 285535
Mobile 07726-752-984
jtrobe@wm.edu

Professor Diana Liverman,
Professor of Environmental Sciences and Director,
Environmental Change Institute, Oxford University
Office +44 (0) 1865 275 847
Mobile 07919 050 265
From 6th/ 10th June: +001 520 325 2010
Diana.liverman@eci.ox.ac.uk

IIan Curtis
Communications
Environmental Change Institute,
Office: +44 (0)1865 275849
Ian.curtis@eci.ox.ac.uk



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ACNielsen
Samantha Rovatti
tel: +39 02 45197 460
fax: +39 02 45197 830
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