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Gli asiatici sono i più ottimisti, mentre gli europei sono ancora cauti.
In generale i consumatori hanno maggior fiducia nelle possibilità di impiego lavorativo; migliora la percezione della situazione finanziaria personale in Europa e Nordamerica; in tutto il mondo cresce la spesa dedicata all'entertainment
La fiducia dei consumatori nelle proprie economie locali, nelle possibilità di impiego e nella situazione finanziaria personale è in aumento in tutto il mondo. A sostenerlo, i risultati della “Worldwide Consumer Confidence Survey”, l’indagine semestrale condotta da ACNielsen, leader mondiale nelle ricerche di mercato, in tutto il mondo. La ricerca, la più estesa nel suo genere, si è svolta a fine 2005 e ha visto coinvolti consumatori di 42 Paesi in Europa, Nordamerica, America Latina, Asia-Pacifico, Africa (Sudafrica) e Medio Oriente (Emirati).
Il valore dell'ACNielsen Consumer Confidence Index, un indicatore introdotto lo scorso anno nell’indagine, è salito dalla media di 92 punti del maggio 2005 fino ai 98 punti di novembre, facendo registrare un incremento in due terzi dei Paesi analizzati
Da un’analisi del quadro generale emergono dati positivi e incoraggianti, anche se l’Europa si mostra un po’ più prudente rispetto agli altri Paesi. In relazione alla ripresa economica, i consumatori più ottimisti sono quelli che vivono nell'area dell'Asia-Pacifico e in Nordamerica, mentre quelli europei si mostrano più cauti.
Gli indiani sono i più fiduciosi, mentre all'altro capo della scala ad affermarsi come i più pessimisti sono i portoghesi.
"Socialmente ed economicamente, l'India continua a svilupparsi a un ritmo galoppante rispetto al resto del mondo. Con una crescita economica stimata ad un livello superiore all'8%, i consumatori indiani godono oggi di un potere di spesa che non è mai stato tanto elevato nella loro storia recente. La vita degli indiani tende a migliorare costantemente e la loro fiducia di consumatori è ai massimi storici", ha dichiarato Frank Martell, CEO di ACNielsen Europe. "L'impatto dell'outsourcing sul Paese e la nuova generazione di giovani, acculturati e dediti al lavoro, hanno creato nuove opportunità. Non solo, la crescente prosperità di molti giovani lavoratori, ha consentito di raggiungere un record nella disponibilità di reddito extra a disposizione dei consumi. Tutto ciò si traduce in una visione ottimistica per il futuro, per le possibilità di lavoro e incide significativamente sulle abitudini di spesa”.
A livello europeo, benché la fiducia dei consumatori risulti tre punti sotto la media globale, la nuova indagine rivela alcuni lievi segnali di ripresa. "Come nelle indagini precedenti, gli europei rimangono i più pessimisti anche se la loro fiducia negli ultimi sei mesi sembra migliorata in metà dei venti Paesi europei analizzati", ha proseguito Martell. "Con l'eccezione di norvegesi, danesi e irlandesi, che risultano avere una visione positiva del futuro, il resto del continente rimane cauto. Tuttavia, molti consumatori europei sostengono che la loro fiducia nei confronti dell’economia non calerà nei prossimi mesi, anzi, qualcuno si dice anche più fiducioso. L'economia europea ha trascorso indubbiamente tre anni difficili ma, rispetto a sei mesi fa, la maggior parte dei Paesi dell'area non ritiene che le cose siano peggiorate né che peggioreranno ancora nel 2006".
Le sensazioni dei cittadini europei emerse dall’indagine ACNielsen, confermano le previsioni della Commissione dell'Unione Europea che stimano un lento ma progressivo ritorno alla ripresa economica, a partire da quest'anno, con percentuali che dovrebbero raggiungere il 2,1% nel 2007 rispetto all'1,9% di quest'anno. Secondo la Commissione, inoltre, assisteremo ad una riduzione della disoccupazione nella zona dell'Euro dall'8,7% dell'anno scorso all'8,1% dei prossimi dodici mesi.
"La nostra nuova indagine mostra come la percezione delle possibilità d'impiego sia sostanzialmente migliorata in Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Spagna nell'arco dell'ultimo semestre pur restando sotto la media globale; la tendenza tuttavia sembra essere positivamente improntata al rialzo", ha commentato Martell.
"La fiducia dei consumatori si divide generalmente tra 'molto positiva' o 'molto negativa'", ha notato Martell. Norvegesi, danesi e irlandesi sono tra i consumatori più ottimisti del mondo, sicuramente una conseguenza del buon andamento delle loro economie; al contrario, la fiducia nella ripresa economica langue tra tedeschi, francesi e portoghesi, che si affermano tra i popoli più pessimisti del nostro pianeta. Lo stesso clima è avvertito per le aspettative d’impiego (uno dei principali barometri della fiducia dei consumatori): Norvegia e Danimarca sono tra le prime dieci Nazioni al mondo in termini di ottimismo; in fondo alla classifica troviamo ancora Germania, Francia e Portogallo.
Il Portogallo risulta il fanalino di coda del Global Consumer Confidence Index, sceso da 66 a 60 punti in soli sei mesi. Non solo, in questo Paese il numero di consumatori pessimisti rispetto alle possibilità d'impiego è passato dal 22% al 36% e i cittadini sono tra i più preoccupati a livello globale anche per quanto riguarda le aspettative future, soprattutto in riferimento alle situazioni finanziarie personali. Il Portogallo è infatti una delle tre nazioni più pessimiste del mondo i cui cittadini dichiarano che il momento attuale non sia indicato per spendere.
Possibilità d'impiego e situazioni finanziarie personali: il mondo a confronto
L'ultimo semestre del 2005 ha certamente rafforzato le prospettive dei consumatori americani e canadesi migliorandone le aspettative in termini sia di sicurezza e disponibilità del lavoro che di situazioni finanziarie personali. Il 68% dei nordamericani dice di avere "buone" o "eccellenti" prospettive lavorative per i prossimi dodici mesi, contro il 54% del maggio 2005. Sulla stessa scia positiva le aspettative riguardanti il patrimonio personale; sempre più nordamericani, infatti, ritengono che questo sia un buon momento per acquistare ciò che desiderano o necessitano.
Gli irlandesi, che risultavano i più ottimisti d'Europa lo scorso maggio, rimangono fiduciosi per quanto riguarda l'impiego ma sembrano essere meno sicuri rispetto alla situazione finanziaria personale e la volontà di spendere. In Irlanda, i consumatori (49% degli interpellati) dichiarano infatti di voler utilizzare il denaro extra disponibile per pagare debiti e prestiti.
I latinoamericani sono generalmente fiduciosi su impiego e prospettive finanziarie: dal 50% al 70% degli intervistati dei quattro Paesi esaminati si attende miglioramenti nei prossimi mesi. L'indice della fiducia dei consumatori è salito in tutti i mercati latinoamericani anche se in Brasile rimane sotto la media globale.
Nell'Asia-Pacifico i consumatori continuano a godere di una positiva fase di sviluppo economico, tanto che il loro indice di fiducia è aumentato in 9 mercati su 13. Gli indiani hanno fatto un salto ancora più grande e si affermano al vertice della classifica globale con ben 132 punti, nove in più rispetto alla seconda nazione più ottimista, la Nuova Zelanda. Non solo, il numero di indiani che stimano positivamente le prospettive d'impiego, non solo come "buone" ma addirittura "eccellenti", è raddoppiato da maggio a novembre 2005 raggiungendo il 34%
Persino giapponesi e sudcoreani, i cui indici di fiducia sono i più bassi del mondo, hanno fatto salire positivamente i dati relativi alle previsioni per il futuro. In Giappone il 45% di persone in più, rispetto a maggio 2005, si attende migliori prospettive d'impiego nel corso del prossimo anno. Per quanto riguarda le finanze personali, sebbene solo un quarto degli interpellati in questi due Paesi sia fiducioso, sono aumentate le persone che ritengono che questo momento sia adatto per impegnarsi negli acquisti. Chi vende beni e servizi non si deve però attendere risultati immediati, dato che lo stesso studio indica come gli asiatici siano, al contempo, i maggiori risparmiatori del mondo: il 52% delle persone mette da parte denaro in vista di qualunque eventuale necessità futura.
Il mondo si concentra sul risparmio
I consumatori asiatici rimangono i maggiori risparmiatori del mondo e continuano a investire in azioni, fondi comuni e fondi pensione più di qualunque altra regione, sebbene gli austriaci siano al vertice della classifica globale dei fondi pensione.
Nonostante la crescita generalizzata della fiducia dei consumatori e del numero di persone che per il prossimo anno si attende un futuro finanziario positivo (principalmente sulla spinta di europei e nordamericani), l'atteggiamento complessivo rispetto allo spendere il denaro rimane cauto. A livello globale il 59% dei consumatori mostra aspettative finanziarie ottimiste, mentre il 61% preferisce non spendere. Inoltre, sempre più persone a livello globale preferiscono dirottare il denaro extra verso forme di risparmio: dal 36% di maggio al 40% di novembre.
Aumenta la spesa estiva per l'entertainment
Alla richiesta di quale uso venga fatto del denaro extra rimasto dopo aver coperto le spese essenziali, appare chiaro come la stagione estiva dell'emisfero settentrionale abbia inciso nettamente sui comportamenti d'acquisto. Divertimenti fuori casa, abbigliamento e viaggi sono le prime voci di spesa una volta accantonati i risparmi, lasciando il pagamento di debiti e prestiti per la stagione invernale. Questa tendenza è guidata principalmente dai Paesi europei, che non considerano prioritario il risparmio, solamente quinto (34%) in classifica dopo divertimenti fuori casa (38%), abbigliamento (38%), viaggi (36%) e spese per la casa (35%). In questi ultimi due campi gli europei sono coloro che spendono di più al mondo.
È inoltre interessante notare come nel campo della moda i francesi abbiano perso la seconda posizione nella classifica delle spese per l'abbigliamento a favore di spagnoli (48%) e italiani (47%). I russi mantengono la leadership, con il 70% dei consumatori pronti a svuotare i negozi di abbigliamento. Asiatici, austriaci e neozelandesi, al contrario, pensano soprattutto a risparmiare ed estinguere i debiti: la Top 10 globale del risparmio è composta esclusivamente da nazioni asiatiche. Subito dopo vengono però i viaggi: il 35% dei consumatori in 'Asia-Pacifico dedica il denaro disponibile per rilassarsi e visitare altre località.
I cittadini di Stati Uniti, Canada e Sudafrica spendono soprattutto in due direzioni: pagamento dei debiti e divertimento fuori casa. In quest'ultimo ambito, però, in vetta alla classifica troviamo i latinoamericani; Messico, Argentina, Brasile e Cile sono infatti presenti nei primi 10 Paesi in termini di spesa a favore dell'entertainment. I messicani sono al vertice della classifica globale (56%) seguiti a ruota dagli spagnoli (55%). Fatto curioso, la Spagna era leader nel maggio 2005 quando i Paesi latinoamericani non apparivano nemmeno nella Top 10.
Quasi un quarto dei consumatori portoghesi e statunitensi continua ad affermare di non aver denaro extra da spendere una volta coperte le spese essenziali. La percentuale di queste risposte è tuttavia diminuita significativamente in Stati Uniti, Brasile (qui addirittura dal 23% al 7%), Cile, Danimarca, Svezia, Grecia, Italia, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud.
Principali timori e preoccupazioni
A livello globale, ciò che più continua a preoccupare i consumatori sono l'economia, la certezza dell'impiego e la salute.
L'economia è la preoccupazione principale per la maggior parte dei Paesi asiatici e per gli Stati Uniti, mentre la sicurezza del posto di lavoro è in cima ai pensieri dei latinoamericani. La salute è al primo o secondo posto tra i timori di europei e nordamericani, soprattutto in considerazione dell'invecchiamento delle loro popolazioni e i recenti casi di migrazione dell'influenza aviaria dall'Asia verso l'Europa.
"Negli ultimi sei mesi alcuni Paesi europei - specialmente Danimarca, Svezia e Paesi Bassi - hanno registrato un sensibile incremento dei timori nei confronti di terrorismo e criminalità. L'Italia è il secondo Paese al mondo come preoccupazione per il terrorismo".
ACNielsen, parte del gruppo VNU, é l’azienda leader mondiale nelle informazioni di marketing. Fornisce misurazioni e analisi degli andamenti dei mercati e dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori in più di 100 paesi.
I clienti usano le informazioni di ACNielsen per comprendere le dinamiche competitive, per esplorare nuove opportunità e per incrementare la profittabilità delle loro campagne di marketing e di vendita.
Nata nel 1963, ACNielsen in Italia è leader nel settore con oltre 500 dipendenti e circa 72 milioni di euro fatturato nel 2004.
In Italia il gruppo comprende ACNielsen Italia e ACNielsen Store Audit.
ACNielsen Store Audit, che ha iniziato ad operare ad Aprile 2002, è la società specializzata nelle informazioni di Trade Marketing.
Per maggiori informazioni: www.acnielsen.it
ACNielsen è parte del gruppo VNU attivo in più di 100 paesi con più di 38.500 dipendenti e un fatturato annuale di 3.8 miliardi di Euro per il 2004.
Per maggiori informazioni: www.vnu.com
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