| Prospettive cautamente positive da parte dei nordamericani.
A livello globale i consumatori prestano molta attenzione
alla situazione finanziaria personale a causa dell'incertezza economica;
l’attitudine a spendere risulta diminuita nella maggior parte dei Paesi.
09 Giugno 2005
Milano
I consumatori asiatici sono i più ottimisti del mondo mentre la maggior parte degli europei continua ad avere una visione negativa del futuro, secondo quanto rilevato dalla nuova indagine sulla fiducia dei consumatori effettuata a livello mondiale da ACNielsen.
Le prospettive positive degli asiatici sono indotte dall’elevato potenziale di Cina e India, Paesi emergenti che rappresentano i due mercati consumer più vasti e in rapida crescita di tutto il mondo; questo mentre le economie di grandi Paesi europei come Francia, Germania e Italia stanno affrontando una crescita negativa o piatta, tassi di disoccupazione in crescita e sacche di instabilità politica.
L'indagine ACNielsen Consumer Confidence Survey, la più ampia indagine semestrale globale di questo genere, intende misurare il grado di fiducia dei consumatori, le intenzioni e le abitudini di acquisto, nonché le principali preoccupazioni del momento. Lo studio, condotto nel maggio 2005, ha coinvolto più di 21.100 consumatori in 38 Paesi di Europa, Asia, Oceania, Nordamerica e America Latina.
“Socialmente ed economicamente, Cina e India si stanno ancora sviluppando a un tasso galoppante rispetto al resto del mondo. Con percentuali di crescita economica superiori all'8% annuo, i consumatori cinesi e indiani possiedono oggi una capacità di spesa superiore a quella di qualunque altro periodo della loro storia recente. Entrambi i Paesi sono in pieno boom con opportunità di lavoro, investimenti infrastrutturali in costante crescita e valute stabili”, ha dichiarato Frank Martell, CEO di ACNielsen Europe. "Per cinesi e indiani la vita è bella e può solamente migliorare ancora”.
In netto contrasto con questa situazione, la maggior parte dei consumatori europei è incerta sulla possibilità che le proprie economie possano peggiorare ulteriormente e per la maggioranza degli intervistati la ripresa è ancora lontana. In particolare, sulla classifica globale delle dieci nazioni più pessimiste del mondo, i Paesi europei occupano sette posizioni.
“Con l'eccezione di Irlanda, Russia e Norvegia, l'Europa permane in uno stato difficoltoso e la maggior parte dei consumatori non vede ancora la luce in fondo al tunnel”, ha affermato Martell. Nelle maggiori economie europee - Francia, Italia, Spagna e Germania - i consumatori ritengono che la situazione sia peggiorata negli ultimi sei mesi trascorsi dalla precedente indagine e che la ripresa sia ancora più lontana.
Rispetto agli ultimi sei mesi, Norvegia, Danimarca e Polonia sono stati gli unici Paesi europei ad affermare di aver sperimentato un miglioramento significativo dell'economia; nella prospettiva dei prossimi dodici mesi, invece, metà della popolazione di Russia, Irlanda e Polonia si attende ulteriori miglioramenti della propria situazione economica.
Di contro, i consumatori di Grecia (54%), Francia (53%) e Italia si stanno preparando in vista di difficoltà maggiori e di un ulteriore deterioramento economico.
“La Grecia ha dovuto affrontare un'economia debole per diversi anni e il fugace boom legato alle Olimpiadi è servito solamente a enfatizzare quanto siano radicati i problemi economici del Paese, come una disoccupazione a due cifre che continua a crescere ogni trimestre accompagnata da un'inflazione in aumento”.
Guardando al futuro dal punto di vista globale, i più ottimisti sono indiani, cinesi e abitanti di Hong Kong, i quali per l’80% affermano che la propria economia è migliorata nell'ultimo semestre e che si attende un anno ancora migliore.
In Europa, i consumatori più fiduciosi e felici risiedono in Irlanda, in testa all’ACNielsen European Consumer Confidence Index. "Rispetto al resto d'Europa, l'Irlanda sta crescendo a un ritmo stabile e negli ultimi anni ha goduto di una crescita positiva e sostenibile”, ha sottolineato Martell. “In contrasto con la maggior parte dei Paesi europei, l'Irlanda vanta una crescita straordinariamente forte dell'occupazione, un'inflazione sotto controllo, redditi personali in aumento, finanze pubbliche stabili e una sana crescita delle esportazioni. L'attuale soddisfazione nei confronti della vita e un certo ottimismo verso il futuro emergono chiaramente da questa indagine”.
Le prospettive occupazionali per i prossimi dodici mesi
Con l'eccezione di irlandesi, russi e norvegesi, le prospettive d'impiego del resto degli europei per i prossimi dodici mesi sono uniformemente negative.
Il 20% dei tedeschi e il 16% dei francesi affermano che le prospettive occupazionali del prossimo anno sembrano “negative”, contro il 67% di consumatori irlandesi e russi che ritiene che le stesse prospettive siano “buone”.
In Nordamerica, dove la crescita economica ha superato le aspettative crescendo del 3,6% nel primo trimestre, metà degli intervistati ritiene che le proprie prospettive occupazionali per i prossimi dodici mesi siano “buone”.
La situazione finanziaria personale
Desta interesse il fatto che i consumatori di ogni parte del mondo siano concordi su due punti. Mentre metà dei consumatori mondiali descrive lo stato presente e futuro delle proprie finanze personali come “buono”, nel contempo indica che il momento attuale non è quello adatto per spendere denaro per acquistare ciò che si desidera.
“Globalmente, i consumatori sono ancora molto cauti riguardo la volatilità economica e sembrano alquanto preparati a improvvisi cambiamenti di circostanze. In questo momento sono riluttanti a imbarcarsi in spese di un certo rilievo”, ha proseguito Martell.
Persino nelle economie in pieno boom come quelle di Cina e India, la persona media accantona ancora i propri guadagni destinandoli al risparmio. L'eccezione a questa regola globale è rappresentata dai danesi (6%) e dai norvegesi (8%), che ritengono che questo sia un momento “eccellente” per acquistare quanto desiderato.
Le abitudini di spesa
Quando si tratta del denaro extra che rimane dopo aver coperto le voci essenziali, emergono comportamenti distinti per ciascuna regione.
Su base globale oltre un terzo (36%) dei consumatori dedica parte di questo denaro extra al risparmio, seguito da divertimenti e tempo libero, dalle vacanze e dall'abbigliamento.
Quando è stata effettuata l'indagine, nella prima parte di maggio, molti europei erano già con lo sguardo rivolto alle prossime ferie: oltre un terzo dei consumatori (35%) stava risparmiando per le vacanze, una proporzione superiore a quella di qualunque altra regione.
Gli asiatici restano i maggiori risparmiatori del mondo (51%). Di contro, nessuna nazione europea è entrata nella classifica dei primi dieci Paesi risparmiatori.
A livello euorpeo gli spagnoli continuano ad essere coloro che più di tutti nel mondo spendono per divertimenti e tempo libero mentre nei Paesi scandinavi si preferisce spendere per migliorare la propria abitazione. "La mia casa è il mio castello" è un detto veritiero per molti europei, tra coloro che a livello globale spendono di più per la casa - specialmente nei Paesi nordici: sono infatti europei otto dei primi dieci Paesi che dedicano più fondi al miglioramento delle abitazioni.
Sensibili alla moda, i consumatori francesi sono terzi al mondo per la spesa dedicata all'abbigliamento, con il 42% che pensa a rifarsi il guardaroba estivo; ma coloro che più di tutti spendono in vestiti nuovi sono i russi (49%).
È, inoltre, interessante notare come nel Nordamerica un quarto dei consumatori abbia affermato di non disporre di denaro extra dopo aver coperto le voci di spesa essenziali.
I comportamenti di spesa più cauti si riscontrano oggi tra coreani, greci e portoghesi.
Le principali preoccupazioni
A livello globale, ciò che più preoccupa i consumatori sono l'economia, la certezza dell'impiego e la salute.
"La preoccupazione più forte per asiatici, europei e nordamericani è l'economia, mentre la sicurezza lavorativa è più sentita dai latinoamericani. Per un terzo dei sudafricani la preoccupazione maggiore è rappresentata dal crimine", ha rilevato Martell.
La salute è un tema divenuto significativamente più importante negli ultimi sei mesi tra gli europei, essendo il primo pensiero di irlandesi, finlandesi, russi, norvegesi, danesi e belgi. "Con una popolazione che invecchia e una tendenza alla riduzione della spesa sanitaria diffusa a livello europeo, le persone iniziano a preoccuparsi per la loro salute”.
"Esiste una pressione pubblica in quasi ogni Paese, persino nella dinamica economia irlandese e sotto i governi a carattere sociale della Scandinavia, affinché le cure e le strutture pubbliche siano aumentate e migliorate. In futuro la sanità è destinata a diventare per i consumatori una preoccupazione sempre più rilevante", ha concluso Martell.
Di seguito l’elenco dei 38 Paesi coinvolti nella ricerca, di cui 11 sono stati interpellati per la prima volta:
Australia
Austria
Belgio
Brasile (nuovo ingresso)
Canada (nuovo ingesso)
Cile (nuovo ingresso)
Cina
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Grecia (nuovo ingresso)
Hong Kong
India
Indonesia
Irlanda (nuovo ingresso)
Italia
Giappone
Corea
Malesia
Messico (nuovo ingresso)
Olanda
Nuova Zelanda
Norvegia
Filippine
Polonia (nuovo ingresso)
Portogallo
Russia (nuovo ingresso)
Singapore
Sud Africa (nuovo ingresso)
Spagna
Svezia
Svizzera (nuovo ingresso)
Taiwan
Thailandia
Turchia (nuovo ingresso)
UK
US
ACNielsen, parte del gruppo VNU, é l’azienda leader mondiale nelle informazioni di marketing. Fornisce misurazioni e analisi degli andamenti dei mercati e dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori in più di 100 paesi.
I clienti usano le informazioni di ACNielsen per comprendere le dinamiche competitive, per esplorare nuove opportunità e per incrementare la profittabilità delle loro campagne di marketing e di vendita.
Nata nel 1963, ACNielsen in Italia è leader nel settore con oltre 500 dipendenti e circa 72 milioni di euro fatturato nel 2004. In Italia il gruppo comprende ACNielsen Italia e ACNielsen Store Audit.
ACNielsen Store Audit, che ha iniziato ad operare ad Aprile 2002, è la società specializzata nelle informazioni di Trade Marketing.
Per maggiori informazioni: www.acnielsen.it
ACNielsen è parte del gruppo VNU attivo in più di 100 paesi con più di 38.500 dipendenti e un fatturato annuale di 3.8 miliardi di Euro per il 2004.
Per maggiori informazioni: www.vnu.com
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