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Decise e rigorose le proposte da parte di Istituzioni, analisti, economisti, associazioni e imprese per intervenire in maniera efficace e favorire la crescita del mercato. Grande attenzione alle politiche di ripresa bilanciate dalle strategie di sviluppo sostenibile. Ospiti al Convegno “Il coraggio di cambiare” di questa mattina il Ministro Giovanna Melandri, i professori Alberto Alesina, Vincenzo Perrone e Roberto Ravazzoni, l’Amministratore Delegato di IBM Italia, Andrea Pontremoli, e il Segretario Generale del WWF, Michele Candotti.
Santa Margherita di Pula (CA), 19 maggio 2007
La seconda giornata de L’Incontro Nielsen, svoltasi ieri al Forte Resort, si è aperta con il Convegno “Il coraggio di cambiare”, dedicato all’analisi degli scenari economici, sociali e politici italiani e moderato da Roberto Ravazzoni, Docente all’Università di Modena e Reggio.
Gli ospiti prestigiosi, intervenuti davanti a una vasta platea composta dai più autorevoli esponenti delle maggiori imprese italiane della produzione, della distribuzione, dei servizi e dei media, hanno risposto con fermezza, attingendo alle rispettive esperienze, alle domande di partenza del moderatore: in un Paese che vive un forte fermento politico ed economico, che presenta ancora reticenze all’innovazione e che deve, quindi, adottare con urgenza modelli di ripresa per non rischiare il recesso, quali terapie d’urto e quali interventi sono necessari per attivare un efficace processo di cambiamento?
In un Paese ancora connotato da particolarismi e da specifici modelli di crescita settoriali, esistono reali opportunità per creare convergenza tra tutti i protagonisti della società e dell’economia italiana al fine di perseguire l’interesse generale di lungo periodo?
Alberto Alesina, Docente della Harvard University e testimone dell’eccellenza italiana all’estero, ha offerto un’accurata analisi dell’andamento socio-economico dell’area dell’Euro, in confronto con la situazione statunitense, per spiegare i motivi del declino dell’economia europea registrato nell’ultimo ventennio (in termini di produttività, occupazione, produttività dell’occupazione) e per cogliere il possibile potenziale di ripresa.
Tra i fattori causa di arretratezza, quello ‘tecnologico’, legato all’eccessiva fossilizzazione dei settori produttivi su schemi tradizionali, e quello ‘politico’, determinato dall’eccessivo ottimismo degli anni della crescita (anni ’60 – ’70) che spinse a investimenti di breve periodo (per esempio, in spesa sociale) che oggi incidono negativamente sui livelli di competitività e produttività del sistema Paese.
Alesina ha individuato la via per il cambiamento e per l’innovazione, per un Paese che più di altri ha bisogno di riforme, nella deregolamentazione di aree strategiche (dei servizi, dei servizi finanziari, del commercio) con il fine di favorire la liberalizzazione del mercato e la concorrenza, incrementando i livelli di produttività ed efficienza.
Con un intervento focalizzato sulle strategie individuali e organizzative per l’innovazione, Vincenzo Perrone, Docente dell’Università Bocconi, dopo aver constatato che le organizzazioni sono portate al cambiamento solo quando vivono situazioni di criticità, ha delineato brillantemente al Convegno le caratteristiche dell’individuo innovativo e del gruppo innovativo.
Il singolo, che può influire sul sistema con idee nuove e attitudini positive, ha la capacità di mettere in discussione modelli e metodologie e di esprimere il proprio dissenso verso l’ambiente circostante, possiede conoscenze diversificate ed è portatore di ‘positive illusion’).
Il gruppo, che può incidere positivamente sui processi di cambiamento aziendale, presenta una forte varietà nella composizione interna e dinamiche di collaborazione.
Tali elementi contribuiscono a superare le barriere all’innovazione da parte dell’azienda (e di qualsiasi organizzazione): ossia la cosiddetta ‘sindrome da successo’ che porta le imprese a non mettere in discussione le proprie strategie di fronte alle variazioni negli scenari e il ‘paradosso della semplicità’, l’incapacità, cioè, del management di effettuare interventi di selezione di processi e risorse prima che sia il mercato stesso a effettuarli, delegando, quindi, al sistema il compito di semplificare e selezionare le imprese più innovative.
Per Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato di IBM Italia, la società e il mercato stanno vivendo un processo di cambiamento inarrestabile determinato dall’avvento delle nuove tecnologie, da cui inevitabilmente devono nascere nuove forme di collaborazione. Ma lavorare insieme in modo tradizionale non basta più.
Con la globalizzazione e l’evoluzione tecnologica sono venute meno barriere e confini di tipo tradizionale e sono emerse nuove opportunità per l’innovazione: al mercato reale si affianca Internet e il concetto di Web 2.0, mettendo in collegamento mondi una volta distanti, creando nuove forme di partecipazione e aprendo nuove possibilità e nuovi modelli di business (come Second Life) fino a ora inesplorati, che amplificano in maniera esponenziale il numero dei target e i modi per raggiungerli.
La vera sfida, quindi, oggi risiede nella capacità di unire e integrare risorse e competenze. Un campo in cui IBM si colloca all’avanguardia; per esempio, con il progetto ‘World Community Grid’ IBM ha creato una rete che permette di usare l’enorme potenza di calcolo dei PC quando sono inutilizzati mettendola a disposizione della ricerca scientifica (dalla lotta al cancro e all’AIDS fino alla ricerca sul genoma). Una testimonianza eccellente di come l’innovazione tecnologica possa contribuire realmente al progresso e al benessere dell’umanità se si interviene con nuove modalità di collaborazione.
Lo sviluppo sostenibile e la responsabilità sociale di impresa al centro dell’intervento di Michele Candotti, Segretario Generale WWF, che ha ricollocato il ruolo dell’economia e della società all’interno di un ecosistema ampio dove la dimensione ambientale e le risorse ecologiche devono essere centrali.
Per garantire una crescita sana e sostenibile dell’economia, che oggi genera una domanda di consumo di risorse naturali nettamente superiore (del 25%) alla capacità del pianeta di rigenerarsi, è necessario intervenire seriamente per riportare equilibrio tra benessere dell’ambiente e della natura e crescita socio-economica.
Questo in uno scenario in cui è ancora assente una regolamentazione univoca, consolidata e decodificabile sulla tematica, con la conseguenza che oggi si ricorre alle sentenze giurisprudenziali, varabili e basate su casistica, per avere un quadro di riferimento, e che si assiste al disassamento tra normative locali e quelle europee.
Mentre è fondamentale agire sul quadro normativo, tuttavia, è indispensabile favorire il cambiamento culturale delle imprese: esse devono percepire la sostenibilità come “value driver” in termini di immagine e reputazione, di senso di appartenenza e orgoglio aziendale per il capitale umano interno, di creazione di valore sociale.
Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, ha chiuso i lavori del Convegno della mattinata, con un intervento che ha voluto affermare il ruolo determinante delle nuove generazioni nel processo di cambiamento e di crescita del nostro Paese, patrimonio da valorizzare per la straordinaria capacità creativa e innovativa che i giovani portano con sé.
A ostacolare questo potenziale permangono in Italia fattori negativi che causano un ritardo cronico nell’acquisizione dell’autonomia da parte dei ragazzi: la scarsa mobilità giovanile, la difficoltà di accesso alla prima casa (4,5 milioni di persone tra i 25 e i 35 anni vivono ancora in famiglia), la precarietà del lavoro e la cosiddetta pedagogia della paura, che limita e blocca lo slancio e il potenziale dei ragazzi e che caratterizza la società, la politica, la scuola fino ad arrivare al mondo del lavoro.
Contro queste dinamiche, il Ministro sollecita un atteggiamento di fiducia verso le nuove generazioni e auspica un nuovo approccio culturale che favorisca la loro partecipazione e vinca le resistenze al passaggio del testimone che ancora oggi esistono nelle organizzazioni del mondo sociale, produttivo e politico.
ACNielsen
ACNielsen, una società di The Nielsen Company, é l’azienda leader mondiale nelle informazioni di marketing. Fornisce misurazioni e analisi relative agli andamenti dei mercati, ai comportamenti e alle abitudini dei consumatori in più di 100 paesi.
I clienti usano le informazioni di ACNielsen per comprendere le dinamiche competitive, per esplorare nuove opportunità e per incrementare la profittabilità delle loro campagne di marketing e di vendita.
Nata nel 1963, ACNielsen in Italia è leader nel settore con oltre 500 dipendenti e circa 75 milioni di euro fatturato nel 2005.
In Italia il gruppo comprende ACNielsen Italia, ACNielsen Bases, Nielsen Media Research, Panel International e ACNielsen Store Audit. ACNielsen Store Audit, che ha iniziato ad operare ad Aprile 2002, è la società specializzata nelle informazioni di Trade Marketing
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